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Dal
marzo 1999 in Italia sono state liberalizzate le attività di
produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita dell’energia
elettrica.
Le
attività di trasmissione e dispacciamento sono riservate allo Stato e
attribuite in concessione al Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale SpA.
L’attività
di distribuzione dell’energia elettrica è svolta in regime di concessione
rilasciata dal Ministero delle Attività Produttive, l’ex Ministero dell’
Industria.
Questo
significa che la singola azienda, pur avendo la possibilità di acquistare
l’energia da un qualsiasi produttore o grossista italiano o estero, per
riceverla dovrà rivolgersi al distributore del Comune ove l’azienda ha sede.
Inoltre l’azienda che acquista
l’energia elettrica sul mercato libero dovrà pagare il prezzo pattuito al
produttore più un prezzo al Gestore della Rete per la trasmissione e la
distribuzione, cioè per il “vettoriamento” dell’energia. Questo prezzo è
regolamentato, trasparente e uguale per tutti.
Attualmente la qualifica di
“cliente idoneo” ad operare sul mercato libero, e dunque ad ottenere tariffe
contrattate, può essere ottenuta da due soggetti:
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dalla singola azienda che ha consumi certificati di almeno 20 milioni di
kWh annui;
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da consorzi fra aziende con un consumo di almeno 1 milione di kWh da
parte di ciascuna azienda, e con un totale di almeno 20 milioni di kWh per
l’intero consorzio.
Questa
situazione cambierà con la liberalizzazione del mercato, che è già in fase di
attuazione. Dopo 3 mesi dalla vendita delle centrali di produzione dell’ENEL,
le soglie di consumo per ottenere tariffe libere verranno drasticamente
diminuite. Si prevede che entro la metà del 2002 il limite verrà abbassato a
100.000 kWh annui per singola azienda.
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